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Prima parte 1872 - 1957 |
L'origine delle truppe alpine é tradizionalmente attribuita al Cap. Giuseppe Perrucchetti,che 5 mesi prima del decreto che sanciva la nascita degli alpini pubblica sulla "Rivista Militare" uno studio nel quale proponeva di affidare la difesa dei confini montani del nuovo Regno d'Italia a personale reclutato sul luogo, sicuramente piu motivati ed esperti del territorio. Alcuni storici sostengono che lo studio di Perrucchetti altro non fosse che un riassunto degli insegnamenti avuti alla Scuola di Guerra dal Ten. Col.Agostino Ricci, che già nel 1868 organizzò e diresse per la Scuola di Guerra alcune campagne logistiche (esercitazioni) in ambiente montano valutando l'impiego di una fanteria speciale da impiegare sulle Alpi come le "legio alpine juliie" di Giulio Cesare o dei "Cacciatori delle Alpi" di Garibaldi, che in Trentino nel 1866, svolsero le uniche operazioni vittoriose del regio esercito nella terza guerra di indipendenza. Ricci era già un'autorevole personalità, un insegnante di prestigio conosciuto da tutto l'esercito, che aveva al suo attivo alcuni libri sulla difesa nazionale e numerosi articoli pubblicati sullo specifico argomento, ipotizzando la costituzione di speciali unità a reclutamento locale con addestramento specifico per la guerra in montagna. In seguito, per questioni di spese militari, Ricci ebbe una dura polemica pubblica col Ministro della Guerra, a causa della quale fu rimosso da tutte le cariche e posto in congedo. Con lui si dimenticarono anche i suoi meriti "alpini". |
1872 ![]() Le prime 15 compagnie formate con le giovani reclute nate nel 1852, erano cosi dislocate:
1873 25 marzo: Quale distinzione come corpo speciale furono dotati di un nuovo cappello; Una bombetta rigida di feltro nero con la stella di metallo argentato della fanteria in posizione frontale recante il numero del distretto di appartenenza, sul lato destro una coccarda tricolore con al centro, in rilievo su un bottone bianco, la croce sabauda, dietro la coccarda era infilata una penna nera di corvo, per gli ufficiali la penna era d'aquila. Subito diventato simbolo degli Alpini. Furono inoltre armati con I nuovi fucili Vetterli 1870. 30 settembre: L'art. 25 della legge di ordinamento ufficializzava l'esistenza delle compagnie alpine, nel numero da fissarsi secondo le esigenze del servizio. Le 15 compagnie sono portate a 24 e ripartite in 7 reparti alpini ciascuno al comando di un Ufficiale superiore. 1875
1878 1880 e un'ascia, due moschetti incrociati e fronde di quercia e alloro, il disco al centro della cornetta portava impresso il numero del battaglione. La coccarda tricolore fu spostata davanti sotto l'aquila, al suo posto fu applicata una nappina di lana rossa uguale per tutti I battaglioni con ricamato nel centro nero il numero della compagnia. Il cappello degli ufficiali superiori si distingueva con una penna bianca al posto di quella nera, la nappina era in metallo argentato con la croce sabauda, per gli ufficiali la penna era d'aquila sempre con nappina metallica e i gradi cuciti a V rovesciata dietro la penna.
1882 ![]() 1883 1887 Con il Regio Decreto del 10 luglio a Conegliano Veneto si costituisce un nuovo Reggimento alpini il 7°su 9 compagnie in 3 battaglioni: Feltre, Gemona e Pieve di Cadore. Viene costituito su 4 compagnie il 1° Battaglione Alpini d’Africa inquadrato nel Corpo Speciale d'Africa, inviato in Eritrea per ristabilire l'autorità nella colonia italiana dopo L'eccidio di Dogali. 1888 Il fucile Vetterli 1870 fu sostituita da un nuovo modello a ripetizione,il Vetterli-Vitali mod. 70/87. Con il nuovo ordinamento della Milizia Mobile furono assegnate alle unità dell'Esercito Permanente 38 compagnie alpine e 15 batterie da montagna
1892 1896
1902 Dopo un periodo di prova con il 3° reggimento, gli alpini adottano un nuovo mezzo di locomozione: gli sci; Si formano le prime "compagnie skiatori". 1905 La nuova divisa dopo varie prove e modifiche diventa "grigioverde" e nel 1908 sara addottata da tutto il Regio Esercito1909 Sono aboliti i gruppi alpini, si tornò al vecchio sistema, ricostituendo l'Ispettorato, che comprendeva: 22 battaglioni ridistribuiti su 8 reggimenti alpini. 2 reggimenti di artiglieria da montagna ordinati in 24 batterie su 8 gruppi e i nuclei di mobilitazione della Milizia Territoriale con 75 compagnie in 22 battaglioni. 1910 in dotazione un nuovo cappello anch'esso di colore grigioverde in feltro non rigido e con la parte posteriore della tesa rivoltata all'insù. Cambiò anche il fregio non più in metallo ma ricamato in filo verde, raffigurante un'aquila ad ali aperte con gli artigli poggiati a una cornetta su due fucili incrociati. Il cappello degli ufficiali si differenziava solo dal fregio in filo argentato e dai materiali di rifinitura più pregiati. Penna, colore delle nappine e disposizione dei gradi rimasero immutati. Anche l'artiglieria da montagna fu dotata del nuovo copricapo e ridenominata Artiglieria Alpina la nappina era rossa per tutti i reggimenti con nel centro il numero della batteria su sfondo nero, nel fregio due cannoni incrociati al posto dei fucili e il filo di ricamo dorato per gli ufficiali. Nei periodi bellici, per questioni mimetiche, tutti i fregi erano ricamati in filo nero.Da qui ai giorni nostri, a parte qualche piccola modifica, il Cappello Alpino Rimane immutato; Unico capo rimasto di colore grigioverde dell'abbigliamento militare italiano. 1911 1912 ![]() 1914 ![]() 1915 I gia mobilitati battaglioni delle milizie (denominati con il nome di valli alpine i Btg.territoriali e con il nome di un monte I Btg. mobili) sono inseriti nei Reggimenti permanenti i quali, contraddistinti da una lettera, assumono il nome di "Gruppo" e dotati di artiglieria da montagna e compagnie di servizi vari sono impiegati secondo le esigenze, singolarmente o ragruppati "Ragruppamenti". Durante la guerra ai gruppi furono assegnati i plotoni mitragliatrici, i reparti lanciabombe e scalatori, e i battaglioni sciatori di nuova costituzione. In seguito, ai gruppi fu data una fisionomia propria e contrassegnati da un numero, erano generalmente cosi composti: 3 battaglioni permanenti, 3 battaglioni territoriali (valle), 3 battaglioni mobili (monte), alcuni con battaglioni sciatori, 1 Gruppo di artiglieria da montagna, compagnie di mitraglieri e scalatori. Gruppi e ragruppamenti contribuirono a formare alcune Divisioni Alpine, che comprendevano anche reparti di altre armi. La 52^ Divisione Alpina che combattè sull'altipiano di Asiago era formata da 18 battaglioni alpini su 22 totali.
Fu una guerra di uomini, combattuta sulle Alpi dagli Alpini insieme alle eroiche Brigate di Fanteria, ai Bersaglieri e agli instancabili soldati lavoratori del Genio. Le penne nere portarono i cannoni sulle alte creste oltre i 3000 metri, scavarono chilometri di gallerie nei ghiacciai e nella nuda roccia, costruirono ardite funivie, furono sepolti nelle esplosioni della guerra di mina, leggendarie imprese di eroici rocciatori, assalti all'arma bianca contro un rivale non meno valoroso; Kaiserjäger, Standschützen e Landeschützen, anche loro duri montanari con comuni nemici il freddo e le insidie della montagna. Nascono in questi momenti le canzoni che contribuiranno a rendere leggendario il corpo degli alpini. Ancora oggi i ghiacciai restituiscono i resti di qualcuno di questi valorosi soldati le cui spoglie, con i dovuti onori, verranno portate in uno dei tanti cimiteri di guerra dove signora morte rende tutti fratelli, senza bandiere e gradi. Tutti Eroi. Non dimentichiamoci di loro!1918 1919 Luglio. Nasce a Milano l’Associazione Nazionale Alpini fondata da un gruppo di reduci, primo presidente Daniele Crespi.
1920 Settembre: prima adunata nazionale Alpini sull’Ortigara. In seguito gli Alpini in congedo si riuniranno sempre ogni anno, escluso il periodo bellico (1940 - 47). 1923 1926 1ª Brigata: Rgt. 1°, 2°, 3° e 4° Alpini e 1° Art.M. Nel 1933 verra aggiunta una nuova brigata la 4ª.2ª Brigata: Rgt.5°, 6° e 7° Alpini e 2° Art.M. 3ª Brigata: Rgt.8° e 9° Alpini e 3° Art.M.
1929 1934 9 Gennaio, viene inaugurata ad Aosta la Scuola Centrale Militare di Alpinismo, detta anche "Universita degli Alpini", per dare un'istruzione sci-alpinistica agli Ufficiali e Sottufficiali e studiare equipaggiamenti e armi. 1935 ![]()
1ª Taurinense 2ª Tridentina 3ª Julia 4ª Cuneense.Nasce una nuova specialita il Genio Alpino, le Divisioni Alpine comprenderanno nell'organico anche una compagnia mista del Genio. Il 31 dicembre viene costituita la 5ª divisione alpina Val Pusteria, formata con i Reggimenti Alpini 7°(Btg. Feltre. Pieve di Teco, Exilles), l'11° Alpini di nuova costituzione (Btg. Trento, Intra, Saluzzo), 5° Reggimento Artiglieria Alpina (Gruppi Lanzo e Belluno), la 5° compagnia Genio Alpino e 2 battaglioni di complemento. Fu subito inviata in Africa sulle alture etiopi inquadrata nel corpo di spedizione italiano per la conquista dell'Abissinia.
1937 Aprile: La Pusteria rientra in Italia. Non rientra il battaglione alpino Uork Amba cosi denominato perche nella battaglia di Tembien (27 febbraio 1936) il VII battaglione complementi della Pusteria si distinse nella conquista di una delle due vette del monte Amba Uork. Il glorioso Btg. Speciale Alpini d'AfricaUork Amba fu distrutto a Cheren (Etiopia) nel 41, in una lunga battaglia contro le truppe inglesi, e non più ricostruito.1939 presidiare la zona di Scutari.Le compagnie miste Genio delle divisioni sono elevate a Battaglione. 1940 28 ottobre: Mussolini decide di invadere la Grecia. Le armate italiane, 105.000 uomini, tra questi anche gli alpini della julia iniziano l'avanzata, ma dopo un primo slancio sono costrette a ripiegare, ed attestarsi in territorio albanese. In novembre sono inviate in Albania la Pusteria e la Tridentina, seguite in dicembre dalla Cuneense. Le penne nere dimostrarono ancora una volta il loro valore combattendo eroicamente nel duro inverno sulle alture Albanesi e greche.![]() 1941 Cuneense e la Pusteria sono impiegate in jugoslavia per contrastare la guerriglia partigiana. 15 Novembre: Viene costituita ad Ivrea la 6ª Divisione Alpina Alpi Graie con il 3° e il 4° gruppi alpini "valle" di complemento e Battaglioni provenienti dalle altre divisioni alpine. Fu subito impiegata in Jugoslavia nella guerra partigiana. Nel novembre 1942 il 3° Gruppo Alpini Valle fu inviato in Francia come rinforzo ai reparti d’occupazione fino all'armistizio. 1942 Aprile: Con le divisioni Tridentina, Cuneense e Julia si inizia a
costruire il corpo d'armata alpino per il fronte orientale, nell'intenzione di potenziare il C.S.I.R. (Corpo di Spedizione Italiano in Russia) circa 60.000 uomini inquadrati su
3 divisioni di Fanteria presenti in terra sovietica dal luglio del 41, inviate da Mussolini per affiancare la Wehrmacht di Hitler nell'invasione dell'Unione Sovietica.Il XXX battaglione Guastatori del Genio è dotato di cappello e inquadrato nel C.d A. Alpino. Nascono i Guastatori Alpini La Taurinense, che dopo la piccola guerra contro la Francia era rimasta in Italia, è dislocata in Montenegro impiegata nella dura lotta contro i partigiani jugoslavi fino al settembre del 43. La Pusteria è trasferita a presidio dell'Alta Savoia, la Alpi Graie in Liguria, dove rimangono fino all'armistizio. Luglio: Circa 57.000 effettivi compongono il Corpo d'Armata Alpino, che agli ordini del GEN. C.d.A. Gabriele Nasci inizia il trasferimento verso il fronte orientale. Ne fanno parte: Divisione Alpina Tridentina comandata dal Gen. Luigi Reverberi con i reggimenti: 5°(Battaglioni Morbegno, Tirano e Edolo) 6° (Battaglioni Verona, Val Chiese e Vestone) 2° Artiglieria Alpina (gruppi Vicenza, Bergamo e Val Camonica), 2° battaglione misto Genio. Divisione Alpina Julia, Gen.Umberto Ricagno, Reggimenti: 8° (Battaglioni Tolmezzo, Gemona, Cividale) 9°(Battaglioni Vicenza, L'Aquila, Val Cismon), 3° Artiglieria Alpina (Gruppi Udine, Conegliano, Val Piave) 3° battaglione misto Genio. Divisione Alpina Cuneense, Gen. Emilio Battisti Reggimenti: 1°(Battaglioni Ceva, Pieve di Teco, Mondovì), 2° (Battaglioni B.S.Dalmazzo, Dronero, Saluzzo), 4° Artiglieria Alpina (Gruppi Pinerolo, Mondovì, Val Po), 4° battaglione misto Genio. Il XXX battaglione guastatori per Corpo d’Armata Alpino,un Btg. Genio Artieri, fotoelettricisti, un Btg. Misto Genio Trasmissioni, il Battaglione sciatori Monte Cervino. Fanno parte dell' A.R.M.I.R. (Armata italiana in Russia) il nuovo corpo di spedizione, forte di 230.000 effettivi, che ingloba e sostituisce il C.S.I.R. Inizialmente le penne nere dovevano essere schierate sulle alture del Caucaso, ma il comando tedesco decise di impiegare gli Alpini sul fronte del fiume Don, in pianura, terreno poco addatto a truppe addestrate ed attrezzate per la guerra in montagna.Le divisioni vennero schierate a sud di Voronez,alla sinistra delle linee tedesche,19 novembre: i sovietici rompono il fronte della 3a Armata romena e della 4a Armata tedesca. 10 dicembre: l'8a Armata italiana, composta da 220.000 uomini e 7.000 ufficiali, è schierata: la densità in linea è di un soldato ogni sette metri. 11 dicembre: l'Armata Rossa inizia la battaglia di logoramento contro il II Corpo d'armata italiano (Operazione Saturno). 16 dicembre: inizia la battaglia di rottura. Entrano in campo i carri armati e l'aviazione sovietica per una manovra a largo raggio. La difesa dell'ARMIR vacilla.
19 dicembre: punte corazzate sovietiche raggiungono con una manovra aggirante le retrovie italiane. Il 20 e il 21 i sovietici completano l'attacco. Inizia la ritirata italiana con due colonne, la prima formata dalle divisioni Ravenna, Pasubio, Torino; la seconda da aliquote della Pasubio, dalla Celere, e dalla Sforzesca.
24 dicembre: la prima colonna italiana, chiusa nella conca di Arbusovka, rompe l'accerchiamento ma parte della Pasubio e della Torino restano accerchiate a Certcovo. Nella notte del 28 dicembre anche la seconda colonna italiana raggiunge le linee tedesche a Skassisrkaia. Il Corpo d'armata alpino (divisioni Cuneense, Julia e Tridentina) è ancora schierato sul fronte del Don.![]() 1943
marzo-maggio: l'ARMIR rimpatria.La partecipazione italiana alla guerra di Russia ebbe nella tragedia dell’annientamento dell’8ª Armata 25.000 caduti in battaglia, vi furono 70.000 prigionieri di cui solo 10.000 restituiti e ben 60.000 deceduti nei campi di prigionia sovietici. Tra dispersi, caduti sul campo, morti in prigionia la Tridentina perse 4926 alpini, la julia 7280 e la Cuneense 9161.Rientrate in Italia, le divisioni alpine sono dislocate nelle zone di appartenenza per essere riorganizzate. Il Maggiore Paolo Caccia Dominioni di Sillavengo reduce dalle gloriose imprese con i suoi Guastatori nei deserti africani, è posto al comando del neo costituito XXXI Battaglione Guastatori del Genio Alpino con sede ad Asiago ,forte di più di 1000 uomini, il reparto avra vita breve a causa dell'armistizio. 8 Settembre: Il Maresciallo Badoglio, capo del governo, annuncia che l'Italia ha chiesto e ottenuto l'armistizio con le forze alleate, lasciando l'esercito senza disposizioni o direttive. I tedeschi occupano l'Italia considerando gli italiani nemici e traditori. Molti alpini vengono deportati in Germania nei campi di lavoro, altri si uniranno alla resistenza, altri ancora si arruoleranno nell'esercito della nuova Repubblica Sociale Italiana,(R.S.I.). Le 5 divisioni alpine cessano di esistere.4 Dicembre:a Nardò in Puglia, viene costituito il Battaglione Alpini Piemonte che entra a far parte del Corpo Italiano di Liberazione, seguito alla fine del 44 dal Battaglione Alpini l'Aquila anch'esso di nuova costituzione. Inquadrati nel Reggimento Fanteria speciale Legnano parteciparono alla guerra di liberazione al fianco delle truppe alleate. Viene sciolta in Montenegro la Div. Alpina Taurinense, i superstiti insieme ai resti della Divisione di Fanteria Venezia costituiscono la Divisione Italiana Partigiana Garibaldi, inquadrata nell'esercito di Tito per la liberazione della Yugoslavia 1944 ![]() La Divisione a ranghi completi, per un totale di 20.000 uomini, rientrò in Italia a fine luglio,divisa in tre gruppi di combattimento, fu impiegata per difendere la penisola dagli alleati che dopo lo sbarco in Sicilia avanzano da sud. La Monterosa era composta da 3 reggimenti:1° Reggimento Alpini - Battaglioni: Aosta, Bassano e Intra (ognuno su cinque compagnie). 2° Reggimento Alpini - battaglioni: Brescia, Morbegno e Tirano (ognuno su cinque compagnie). 1° Reggimento Artiglieria Alpina - Gruppi: Aosta, Bergamo e Vicenza. I Battaglini divisionali: Pionieri, Collegamenti, Trasporti, Sanità e Intendenza, Compagnie caccia carri e Comando. A fine gennaio del 1945 entrò a far parte della divisione il Battaglione alpini Cadore. 1945 1 Maggio, tutta l'Italia settentrionale è libera. Con la ratifica della resa della Germania l'8 Maggio a Berlino, si pone fine alla seconda guerra mondiale in Europa, il costo in vite umane per l'Italia è di 320.000 soldati e 85.000 civili. Il 2 Settembre dopo 2 bombe atomiche anche il Giappone firma la resa. Il costo mondiale di questa immane tragedia è spaventoso, 55 milioni di morti. 1946 1947 ![]() 1948 Si costituiscono I primi Battaglioni da posizione per presidiare le fotificazioni del vallo alpino che nel 1943 erano affidate al corpo Guardia alla Frontiera sciolto dopo l'armistizio e non piu ricostruito. L'Associazione Nazionale Alpini ritorna a Milano e riprende la sua attività organizzando la prima adunata nazionale del dopoguerra a Bassano del Grappa 1949 ![]() 1951 1952 e il Plotone Comando, comandante è il Gen.B. Angelo Corrado. In seguito alcuni reparti della Brigata parteciperanno ad attività addestrative in ambiente NATO, denominati Gruppo Tattico Aviotrasportabile saranno a disposizione della Forza Mobile delle Forze Alleate in Europa.Maggio: Viene costituito il Comando IV Corpo d'Armata, insediato a Bolzano gia dal maggio del 1945 come IV Comando Militare Territoriale, alle sue dipendenze saranno poste tutte le truppe Alpine. 1 settembre: Cambia l'assetto dei Battaglioni da posizione; denominati: Gruppi di sbarramenti, sbarramenti e opere. Riuniti in Ragruppamenti a livello reggimentale, vengono costituiti 4 Raggruppamenti di frontiera: il XI° dislocato a Tolmezzo (Udine), il XII° a Paluzza (Udine), il XXI° a Dobbiaco (Bolzano), il XXII° a Bolzano. Nasce una nuova specialità degli Alpini; inquadrato nella Brigata Tridentina viene costituito il primo Plotone Alpini Paracadutisti. Successivamente furono costituiti reparti Paracadutisti anche nelle altre Brigate Alpine.1953 Maggio: Nasce una nuova specialità Alpina. Alle unità Collegamenti del Genio è data la denominazione di Trasmissioni e trasformata in specialità autonoma. Conseguentemente nell'ambito delle grandi unità Alpine hanno vita le nuove Compagnie Alpine Trasmissioni e le Compagnie Alpine Genio Pionieri. il 1° Luglio al comando del Gen. Carlo Ravnich inquadrando il 7° Reggimento AlpinI, il 6° Reggimento Artiglieria da Montagna e il Plotone Comando e Trasmissioni si costituisce a Belluno una nuova Brigata Alpina la Cadore, ultima delle 5 grandi unità alpine del dopoguerra. Saranno in seguito inserite le Compagnie: Genio Pionieri, Trasmissioni, Controcarri e i reparti di supporto logistico. Le divisioni: Cuneense, Pusteria e Alpi Graie non saranno piu ricostruite. 18 ottobre: in seguito alle controversie tra Italia e Jugoslavia sulla sovranità del territorio libero di Trieste, molte unità delle Brigate Alpine vengono preventivamente schierate in Friuli sul confine yugoslavo. ![]() 1954 1957
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